Fondo oculare

Tratto da: REALTA’ MEDICA ANNO X/ N°2/ Aprile-Giugno 2008

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È un esame che andrebbe fatto almeno una volta l’anno, in quanto permette di svelare in fase precoce eventuali patologie oculari, alcune delle quali spesso asintomatiche nelle loro fasi iniziali, ed intervenire per rallentare e/o arrestarne il decorso.

 

L’esame del fondo oculare è quella parte della visita oculistica in cui si esaminano le strutture più nobili ed importanti dell’occhio, ovvero umor vitreo, retina, testa del nervo ottico. Tale esame è agevolato dalla precedente instillazione di collirio midriatico che serve appunto a dilatare l’iride e meglio studiare le strutture posteriori ad esso.
fondo_oculareTale esame dovrebbe essere eseguito a scopo preventivo dalla popolazione generale almeno una volta l’anno, in quanto permette di svelare in fase precoce eventuali patologie oculari, alcune delle quali spesso asintomatiche nelle loro fasi iniziali, ed intervenire per rallentarne e/o arrestarne il decorso. Per citare qualche esempio, basti pensare al glaucoma (con il tipico aspetto del nervo ottico che ne consegue), alle maculopatie giovanili e senili, alle alterazioni retiniche regmatogene del miope (laser-trattate in fase precoce scongiurano il pericolo del distacco retinico), alle membrane epiretiniche, ai nevi e melanomi corioretinici (se curati nelle fasi iniziali si può salvare la vita del paziente), ai danni creati dal diabete a livello retinico (Retinopatia Diabetica), ecc.
A proposito di Diabete e Retinopatia, è utile sapere che il miglioramento dei mezzi terapeutici ha determinato negli ultimi 50 anni un considerevole aumento della durata della vita media dei diabetici e, di conseguenza, anche un incremento impressionante della incidenza della retinopatia diabetica (RD).
I fattori di rischio che influenzano l’evoluzione della retinopatia diabetica possono essere suddivisi in: fattori esterni (controllo metabolico e dieta, fumo, alcool, contraccettivi orali), fattori interni (età, ipertensione, lipidi, inefropatia, gravidanza ed eventuali patologie della ghiandola ipofisaria) e fattori oculari (miopia, ambliopia, glaucoma, distacchi posteriori di vitreo, corioretinopatia e trattamento chirurgico della cataratta, i primi dei quali sembrano protettivi nei confronti della RD).
Nella gestione e nella prevenzione delle complicanze del diabete è molto importante un controllo metabolico preciso ed uno screening regolare, responsabilità per lo più del medico di base e del diabetologo, che devono lavorare in stretto contatto con l’oculista, il quale ha il compito di eseguire un’osservazione costante del fondo oculare dei pazienti diabetici, un’eventuale fluorangiografia retinica (FAG) ed OCT, per poi dare, in relazione alla forma di RD trovata, la più appropriata terapia.
La fluorangiografia, che consiste praticamente nell’esecuzione di fotografie del fondo oculare dopo iniezione di mezzo di contrasto, sembra ancora oggi il miglior metodo per la diagnosi precisa dello stadio della malattia e per l’individuazione di aree retiniche ischemiche.
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Altri esami a cui sottoporre costantemente il paziente con RD, sono l’O.C.T, metodica con la quale si valuta lo spessore retinico, l’entità dell’edema maculare, e la microperimetria (M.P.) che invece esamina in maniera perfetta e ripetibile la funzione della retina. Tali esami, come anche la FAG, sono utili per monitorare l’eventuale efficacia della terapia.
La laser-terapia fotocoagulativa resta oggi, a 50 anni dalla sua nascita, il miglior sistema per la cura e la prevenzione delle complicanze più gravi della Retinopatia Diabetica.
Per le forme di retinopatia con edema maculare che non rispondono alla terapia con laser, esistono oggi diversi farmaci ad uso intraoculare (intravitreale), con azione antiangiogenetica, dotati di estrema efficacia. Essi si praticano in regime ambulatoriale ed in anestesia topica (con collirio). I più usati e scientificamente più studiati ed efficaci sono l’Avastin (Bevacizumab) ed il Triamcinolone acetonide. Utile è comunque la somministrazione di farmaci ed integratori attivi sul microcircolo e sul trofismo della retina e del nervo ottico. Tali nuove ed efficaci terapie vengono utilizzate oggi anche per la cura delle maculopatie senili, con brillanti risultati.
La Retinopatia Diabetica è quasi sempre asintomatica nelle sue fasi iniziali, per cui è importante che tutti i pazienti diabetici eseguano frequenti controlli anche in assenza di problemi oculari, con lo scopo di ritardarne l’insorgenza o di curarla tempestivamente qualora fosse presente; il trattamento immediato ed appropriato della retinopatia riduce, infatti, del 90% a 5 anni il rischio di cecità conseguente alla retinopatia.

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