Iniezioni intravitreali

Tratto da: INI NEWS ANNO VIII/ N°5/ Settembre-Ottobre 2009

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La terapia, utilizzata nella maculopatia senile e diabetica, avviene in sala operatoria, in anestesia con il collirio, e in pochi minuti il paziente esce e torna a casa. Esse vanno ripetute con frequenza che varia da caso a caso, spesso anche ogni due mesi. I risultati sono ancora oggi sotto osservazione, però assolutamente incoraggianti e positivi.

La macula rappresenta la regione centrale della retina, la zona cioè che viene usata per la visione distinta, dei colori, per leggere e scrivere. Appare ovvio come ogni alterazione della stessa porti ad un brusco calo della funzione visiva.
La maculopatia senile, o degenerazione maculare legata all’età, rappresenta una complessa e sempre più frequente affezione delle delicate cellule della macula, nella quale vanno incontro a degenerazione. Anche se sono stati evidenziati alcuni fattori di rischio, quali il fumo di sigaretta o l’esposizione a raggi ultravioletti, la causa non è ben nota. Nella maggioranza dei casi la malattia inizia dopo i 60 anni, ma esistono forme di maculopatie giovanili, o ereditarie, oppure miopiche.

Macula normale

Macula normale

Esistono 2 forme di maculopatia senile:la forma secca e la forma umida, o essudativa. La forma secca è molto più frequente ed evolve più lentamente, mentre la forma essudativa spesso porta a devastanti conseguenze visive in poco tempo. Anche nella retinopatia diabetica, che rappresenta l’insieme dei danni retinici a cui spesso porta il diabete, viene frequentemente colpita la macula; in particolare si creano essudazioni ed emorragie al centro della retina (edema maculare) con conseguente riduzione visiva.

Maculopatia essudativa

Maculopatia essudativa

I sintomi iniziali delle patologie della macula normalmente comprendono un calo della vista, con lieve distorsione delle immagini, difficoltà nella lettura e minor brillantezza dei colori.
Quando i danni progrediscono e raggiungono il centro della macula, la vista scende bruscamente; non si arriva mai alla cecità in quanto il campo visivo (cioè la vista che ci arriva dalla periferica della retina) è sempre conservato. La diagnosi viene fatta attraverso un attento esame del fondo oculare e con esami diagnostici più avanzati quali l’OCT e la Fluorangiografia (FAG). Le terapie farmacologiche tradizionali hanno lo scopo di migliorare il microcircolo retinico ed apportare più nutrienti; si danno a tal fine degli integratori nati apposta con questo scopo, il cui effetto è di rallentare la progressione della malattia.
Sicuramente più efficaci sono oggi le nuove molecole ad uso intravitreale, farmaci cioè che vengono iniettati direttamente dentro l’occhio; tali farmaci, attraverso il gel vitreale, raggiungono direttamente la macula dove esplicano la loro potente azione.
Si è scoperto infatti che sia nelle maculopatie senili (essenzialmente essudative) che nell’edema maculare diabetico, viene prodotto un fattore di crescita chiamato VEGF che è il responsabile della maggioranza dei danni. Questi nuovi farmaci hanno quindi la capacità di contrastare l’azione del VEGF neutralizzandolo.

Iniezione intravitreale

Iniezione intravitreale

La terapia avviene i sala operatoria, in anestesia con il collirio, e in pochi minuti il paziente esce e torna a casa.
Esse vanno ripetute con frequenza che varia da caso a caso, ma spesso anche ogni 2 mesi. I risultati sono ancora oggi sotto osservazione, ma assolutamente incoraggianti e positivi. Come in altre patologie, la diagnosi precoce resta l’arma sincente in quanto tali terapie (farmacologiche ed intravitreali) sono più efficaci se date tempestivamente.

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