La Retinopatia Diabetica: Diagnosi e Terapia
Il diabete mellito (DM) è una malattia, favorita da fattori ambientali e genetici e caratterizzata da alterazioni del metabolismo glicidico, lipidico e proteico causate da insufficienza di secrezione insulinica che può essere assoluta o relativa. L’incidenza in Italia sembra in crescita ed è di circa il 3,2% della popolazione.
In molti dei pazienti con malattia di lunga durata, possono svilupparsi complicanze vascolari microangiopatiche (retinopatia, nefropatia) e macroangiopatiche (vasi coronarici, cerebrali e degli arti inferiori), nonché complicanze neuropatiche.
Il miglioramento dei mezzi terapeutici ha determinato negli ultimi 50 anni un considerevole aumento della durata della vita media dei diabetici e, di conseguenza, anche un incremento impressionante della incidenza della Retinopatia Diabetica (RD).
La retinopatia diabetica è la manifestazione oculare più importante del diabete e costituisce nei paesi industrializzati una delle cause più frequenti di cecità in età adulta, con percentuali variabili nei diversi paesi, superata nell’età più avanzate dalla degenerazione maculare senile, dal glaucoma e dalla cataratta.
Le cause di cecità per questo tipo di patologia sono nell’ordine: distacco di retina trazionale, emorragia vitreale, maculopatia essudativo-edematosa, proliferazione fibro-gliale epiretinica, glaucoma.
L’evoluzione della retinopatia diabetica è assai varia e va da forme iniziali che definiamo RD non proliferante, a sua volta suddivisa in lieve, moderata e grave, alla manifestazione più avanzata della RD, ovvero la forma proliferante.
Nella gestione e nella prevenzione delle complicanze del diabete è molto importante un controllo metabolico preciso ed uno screening regolare, responsabilità per lo più del medico di base e del diabetologo, che devono lavorare in stretto contatto con l’oculista, il quale ha il compito di eseguire un’osservazione costante del fondo oculare dei pazienti diabetici, un’eventuale fluorangiografia retinica (FAG) ed uno Spectral-OCT, per poi dare, in relazione alla gravità della retinopatia la più appropriata terapia.
La fluorangiografia, che consiste praticamente nell’esecuzione di fotografie del fondo oculare dopo iniezione di mezzo di contrasto, sembra ancora oggi il miglior metodo per la diagnosi precisa dello stadio della malattia e per l’individuazione di aree retiniche ischemiche. Altri esami a cui sottoporre costantemente il paziente con RD, sono l’OCT, metodica con la quale si valuta lo spessore retinico, l’entità dell’edema maculare e la sua risposta alla terapia; o la microperimetria (M.P.) che invece esamina in maniera precisa e ripetibile la funzione della retina.
La laser-terapia fotocoagulativa resta oggi, a 50 anni dalla sua nascita, il miglior sistema per la cura e la prevenzione delle complicanze più gravi della retinopatia diabetica.
Per le forme di retinopatia con edema maculare che non rispondono alla terapia con laser, esistono oggi diversi farmaci ad uso intraoculare (intravitreale), con azione antiangiogenetica, dotati di estrema efficacia. Essi si praticano in regime ambulatoriale ed in anestesia topica (con collirio), con una cadenza da stabilire da caso a caso.
Utile è comunque la somministrazione di farmaci ed integratori attivi sul microcircolo e sul trofismo della retina e del nervo ottico.
La retinopatia diabetica è quasi sempre asintomatica nelle sue fasi iniziali, per cui è importante che tutti i pazienti diabetici eseguano frequenti controlli anche in assenza di problemi oculari, con lo scopo di ritardarne l’insorgenza o di curarla tempestivamente qualora fosse presente; il trattamento immediato ed appropriato della retinopatia riduce, infatti, del 90% a 5 anni il rischio di cecità.
Dott. Luca Iacobelli
Responsabile della Divisione di Oculistica- Oftalmologia
INI, ISTITUTO NEUROTRAUMATOLOGICO ITALIANO



Sotto il controllo microscopico, infatti il chirurgo asporta un piccolissimo frammento di trasecolato, che è la struttura filtro attraverso la quale i liquidi escono dall’occhio, creando in questo modo una vera e propria valvola.




La chirurgia oculistica è il settore della medicina in più rapida evoluzione. Si pensi ad esempio ai passi da gigante fatti per la cura della cataratta e dei difetti di vista, dove con pochi minuti di chirurgia ambulatoriale si ottengono risultati in termini di perfezione e sicurezza fino a pochi anni fa inimmaginabili; oppure all’impianto di cristallini artificiali multifocali per la correzione della presbiopia; oppure alle nuove terapie intravitreali per la cura delle maculopatie e della retinopatia diabetica. Una delle novità più importanti oggi in ambito oculistico è un nuovo laser, chiamato IntraLase, che viene usato comunemente per la cura dei difetti di vista (miopia, ipermetropia ed astigmatismo) e del cheratocono, e nei trapianti corneali.







“OCT Spectral-Domain” è il titolo del corso teorico-pratico, coordinato dal Dott. Luca Iacovelli, che si è tenuto sabato 4 ottobre 2008 all’Hotel Borromini di Roma (Via Lisbona, 7). Organizzato dall’Istituto Neurotraumatologico Italiano (INI) con la sponsorizzazione di TecMed, tale Corso si rivolge ad Oculisti ed Ortottisti che lavorano sugli OCT e che vogliono meglio comprendere i meccanismi alla base del funzionamento dell’OCT Spectral Domain, la corretta acquisizione e refertazione di esami nonché l’uso pratico di tale strumentazione.
L’OCT (tomografia a coerenza ottica) è un esame diagnostico non invasivo che si usa quotidianamente per la diagnosi delle principali patologie retiniche (retinopatia diabetica, degenerazione maculare senile, membrane epiretiniche, ecc.) e per un corretto ed affidabile monitoraggio dell’efficacia dell’approccio terapeutico alle stesse; infatti ci permette di valutare con accuratezza e ripetibilità la spessore retinico, la presenza di patologie a carico dell’interfaccia vitreo-retinica, l’esatta anatomia o l’eventuale presenza di patologie a carico della retina e degli strati sottostanti (epitelio pigmentato e coroide).
Luca Iacobelli è oculista (iscritto all'Ordine dei
Medici di Roma dal 06-03-1997 n. 47784). 